71^ edizione
22·23·24
SETTEMBRE 2021
ITA

NEWS

02 apr

A Prato nascono le “giungle urbane”, per un futuro più green e sostenibile

Un innovativo progetto che punta a creare vaste aree verdi nei quartieri a maggiore criticità sociale, produttiva e ambientale, in modo sostenibile e inclusivo, sviluppando zone ad alta densità verde. È il Prato Urban Jungle, un nuovo concetto di sviluppo urbano che la città toscana è una delle prime al mondo ad applicare su larga scala. E che proprio per questo è stato premiato e finanziato dalla Commissione europea con 3 milioni di euro nell'ambito del bando Urban Innovative Action 2019.

L’obiettivo è quello di ri-naturalizzare alcuni quartieri di Prato in modo sostenibile e socialmente inclusivo attraverso lo sviluppo di giungle urbane. Aree ad alta densità abitativa ed edilizia saranno riprogettate in chiave green attraverso la capacità naturale delle piante di abbattere le sostanze inquinanti, ripristinare il suolo e donare nuovi spazi alla comunità, trasformando le aree marginali in veri e propri hub verdi all'interno della città.

Tra le personalità coinvolte nel progetto figurano l’architetto Stefano Boeri, ideatore della prima foresta verticale a Milano, e il neurobiologo vegetale Stefano Mancuso, fondatore dello spin-off accademico dell’Università di Firenze “Pnat”, composto da designer e scienziati che utilizzano le piante come fonte d’ispirazione. Tra i partner anche l'Associazione Vivaisti Italiani, Legambiente, Epp, Cnr, Estra, GreenApes e Treedom.

Le tre aree della città individuate sono quelle dell'edificio in cui ha sede la multiservizi Estra, che si trova in un'area complessa dove transitano 50mila veicoli, e che accoglierà un bosco sulla sua copertura, le case popolari di via Turchia, per un progetto di carattere anche sociale che riguarda un grande edificio di 152 appartamenti, e il mercato in via Giordano, che sarà immerso nella natura e diventerà il nuovo mercato metropolitano. La manutenzione delle tre area-giungla sarà affidata agli stessi cittadini utilizzatori attraverso meccanismi partecipativi e premianti. Già da subito l'Istituto di Bioeconomia del Cnr applicherà 32 sensori nelle tre aree per rilevare la concentrazione di polveri e di vari inquinanti in modo da poter misurarne la riduzione una volta che le tre giungle urbane saranno completate.

Un approccio innovativo che può essere applicato all'interno di una nuova pianificazione urbana per la creazione di infrastrutture verdi, e che potrà essere replicato in altri siti o città. La progettazione sarà eseguita nei prossimi mesi e i lavori inizieranno nel gennaio 2021 per arrivare a conclusione nel gennaio 2022.

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