71^ edizione
 
SETTEMBRE 2020
ITA

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23 set

L’importanza del substrato nella coltivazione delle piante.

Le piante ornamentali vengono vendute in contenitore di vario tipo e varia natura: conseguentemente il substrato assume un ruolo centrale per la riuscita agronomica ed economica della coltivazione, tanto che si stima che in Italia il consumo sia di oltre 5 milioni di mc/anno. A Flormart, salone punto di riferimento internazionale per tutto quanto ruota attorno a florovivaismo, architettura del paesaggio e infrastrutture verdi che si terrà dal 26 al 28 settembre a Padova, si potranno trovare un grande assortimento di substrati e anche la possibilità personalizzazione in base alle diverse esigenze.

Il substrato di coltura è uno degli elementi fondamentali per il successo della coltivazione, infatti influenza: l’assorbimento degli elementi minerali e la disponibilità di acqua e aria e ne determina lo sviluppo di un più o meno equilibrato apparato radicale. Il substrato di coltivazione deve svolgere due fondamentali funzioni: costituire il supporto e l’ancoraggio per la pianta e rendere disponibile acqua e sostanze nutritive.

Le caratteristiche del substrato
Il substrato deve avere le seguenti caratteristiche:
  • struttura stabile: deve essere cioè compatto e sostenere fisicamente le piante;
  • porosità elevata: per l'areazione dei sistemi radicali, ma anche per contenere il peso e per favorire il drenaggio;
  • ritenzione idrica: buona, in modo da evitare adacquature troppo frequenti;
  • stato sanitario: esente da parassiti comunque sterilizzabile chimicamente o con vapore senza subire sostanziali modifiche;
  • presenza di macro e microelementi nutritivi;
  • sufficiente potere assorbente;
  • reazione chimica appropriata alle esigenze della specie coltivata;
Il substrato di coltivazione deve altresì costituire il supporto, l’ancoraggio e rendere disponibile l’acqua e le sostanze nutritive per la pianta. Deve essere ben miscelato affinché i vari componenti siano distribuiti uniformemente nella massa in modo da essere facilmente assimilabili dalle radici.

Come è fatto il substrato
Le principali materie prime utilizzate frequentemente in miscela per la formulazione dei substrati di coltivazione si possono suddividere in:
  • materiali organici: torba, ammendanti compostati, fibra di cocco, fibre di legno, corteccia di pino, lolla di riso, paglia, alghe, depositi di Posidonia oceanica;
  • materiali sintetici: schiume di poliuretano, polistirolo espanso, pneumatici esausti;
  • materiali drenanti: sabbia, perlite, pomice e lapillo, vermiculite, argilla espansa, lana di roccia, zeoliti, pozzolana;
Recentemente si sono aggiunti anche altri prodotti secondari come il biochar che è un carbone vegetale ottenuto per pirolisi di residui colturali, oppure gli stessi residui di potature triturati e parzialmente compostati ed infine anche altri materiali organici secondi come le sanse. È evidente che la ricerca di nuovi materiali anche differenziati per territorio può costituire un importante contributo alla ricerca di tecniche produttive meno impattanti e più economiche.
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